L
a danza in libreria a cura di ADELE PICCININI

 

A PROPOSITO DI GENOVA

Monica Corbellini, già danzatrice ed insegnante di danza, oggi insegnante, giornalista e critico di danza, è autrice di un piccolo volume dedicato alla danza nella sua città, Genova. Edito da “Libero di scrivere” e introdotto da Elvira Bonfanti, Un giro di danza a Genova conduce, attraverso interviste, dialoghi e riflessioni, alla scoperta di alcuni protagonisti della danza genovese: “Ho trovato una decina di complici tra danzatori, coreografi, maestri, impresari e studiosi, che dicono attraverso intervista chi sono e come vivono tra la passione per la danza e il palcoscenico” - spiega nella prefazione Corbellini - “Il “giro di danza” parte o passa da Genova, dove la danza da almeno cinquant’tanni ha trovato, pur con alterne vicende, un terreno fertile per far crescere talenti. E da Genova racconta il suo linguaggio universale fatto di arte e disciplina”.
Monica Corbellini ha “conosciuto sulla propria pelle” cosa vuol dire “fare danza” e ricco di passione è anche il capitolo “I sensi della danza” di cui ci piace segnalare un passaggio: “La prima lezione resterà impressa nella memoria di tutti i cinque sensi. Si aguzzano occhi e orecchi, la concentrazione è massima per non perdere nessun passaggio dell’esempio che dà il maestro…”.
“Un giro di danza a Genova” - Monica Corbellini - in vendita su www.Liberodiscrivere.it  - euro 10,00

 

Rimaniamo a Genova e parliamo ancora di Monica Corbellini che nel 1999 curò un libro di cui diamo nuova segnalazione: Cinquant’anni di vita e di Balletto “di ricordi… si può morire!” di Mario Porcile, artistaimpresario fondatore del Festival di Nervi. Il volume è preziosissimo perché ripercorre sì questi cinquant’anni di storia, ma attraverso una raccolta di aneddoti, episodi e personaggi di un periodo favoloso. L’archivio fotografico, enorme, è qualcosa di sbalorditivo, centinaia e centinaia di splendide fotografie a scandire la vita del celeberrimo festival: “Ho trascorso buona parte degli ultimi anni ascoltando, registrando e scrivendo Mario Porcile, guardando foto e filmati, tesori antichi e recenti… - nelle parole di Monica Corbellini - Dopo aver rinunciato a centinaia di episodi e fotografie, ho afferrato in blocco un’ala della vita di Mario Porcile”.
Vogliamo riprendere anche le parole di Porcile che ci sembrano riassumere in poche righe esperienze di vita straordinaria: “Anni vissuti con personalità di un’arte divina, la danza, ove la bellezza dell’essere umano (oh! Splendida gioventù!!) si unisce alla musica, alla fantasia, alla pittura, e dove il mio “io” e la mia immaginazione palpitavano intensamente”. Un libro che farà appassionare tutti: chi quegli anni li ha vissuti e li ricorda con nostalgia e i giovani che potranno scoprire tanti personaggi della storia del balletto in Italia.
Cinquant’anni di vita e di Balletto “di ricordi… si può morire!” - Mario Porcile - De Ferrari editore - 1999 . Si trova ancora in distribuzione in libreria e nelle librerie on line - euro 15,49

 

Chi a proposito di Nervi vuol documentarsi approfonditamente, sempre grazie a De Ferrari, è disponibile il DVD Mille stelle, un festival – 50 anni di balletto a Nervi, eccezionale documentario di Elvira Bonfanti, Monica Corbellini e Simona Griggio per la regia di Claudio Maccagno, prodotto da Cro.me - Cronaca e memoria dello spettacolo. Si scoprono i luoghi incantevoli della costa ligure e il famoso teatro nel parco il cui palcoscenico è stato calcato dai più grandi artisti al mondo: da Margot Fonteyn a Rudolf Nureyev, da Ivette Chauvirè a Paolo Bortoluzzi, Maurice Béjart, Luciana Savignano, Roland Petit, per non parlare delle più prestigiose compagnie. Un video affascinante, ricco di filmati d’epoca ed inediti e completato dalle interviste esclusive ai personaggi che hanno fatto la storia del festival, primo fra tutti il fondatore Mario Porcile. De Ferrari editore.

 

Omaggio a Rudolf

Per non dimenticare. Un libro di ridotte dimensioni, tanto piccolo da entrare nel palmo di una mano, inserito nella Collana minima di Graus editore, è l’ultima “occasione” per la giornalista-scrittrice. Giuliana Gargiulo ricorda il grande ballerino Rudolf Nureyev, morto a Parigi il 6 gennaio 1993. Un ricordo della persona, oltre che dell’artista, unico, immenso e celebratissimo, che Giuliana Gargiulo ha racchiuso in una testimonianza di gran parte dei momenti vissuti e condivisi, negli ultimi cinque anni di vita di Nureyev, all’amatissima isola dei Galli, il piccolo arcipelago nel mare di Positano, che il danzatore aveva acquistato per “amore del mare”. Molte foto: dalla visita del presidente ceco Vaclav Havel ai momenti di svago e di studio sull’isola tanto amata, testimoniano la storia di una singolare amicizia fatta di incontri, spettacoli, spostamenti, conversazioni, telefonate, confidenze e tenerezze. Un’amicizia vissuta con pochi testimoni: il cane Ciccio, il guardiano Giovanni, gli ospiti e i visitatori di passaggio, nata fin dagli anni del suo debutto a Napoli al teatro San Carlo, cresciuta nel corso di decenni, che sull’isola ha confermato la sua trasparente verità. “Penso di essere stata per Rudolf niente di più che una nuvola di passaggio, un’onda del mare, un colpo di vento o forse un “ amico”. Di nome Giuliana”, scrive l’autrice nelle ultime righe del libro, confermando una frequentazione nata sulla scia di interviste e spettacoli in giro per il mondo, rafforzata dalle scarne ma intense sottolineature del grande tartaro volante. In anni in cui troppe cose sembrano scivolare nel nulla, quando anche il valore e il significato di maestri, saggi, eroi, esempi di vita e di comportamento svaniscono dalla vita di noi tutti, la testimonianza affettuosa e rispettosa di Giuliana Gargiulo aggiunge il peso della memoria ad un grande interprete che, per le emozioni e il contributo dati alla danza, nessuno può aver dimenticato. (Rudof Nureyev ( Grauseditore ) - di Giuliana Gargiulo)

Elisabetta Testa

 

 

Webcritique

È uscito nell’elegante edizione Graphis (collana Margini Critici) “Webcritique/Webcritica” che mette in pagina cartacea la storia in rete di due anni di lavoro (2005-2007) di un “gruppo intellettuale”, il Groupe de Recherche sur l’Extrême Contemporain (GREC) facente capo a Matteo Majorano, ordinario di letteratura francese all’Università di Bari. Programmaticamente, non vi è nulla di paludato in questa raccolta di contributi di studiosi di letteratura francese contemporanea - molti di provenienza accademica, altri di ambiti contigui – come già si intuisce dall’informale autopresentazione quasi in tono di blogger dei componenti del gruppo (Majorano afferma di fingere di dimenticare ciò che ha già scritto “per non guardare indietro e perdere la sua Euridice”) e lo stesso strumento del web, per il quale questi testi sono nati, risponde a criteri di agilità e immediatezza. Le forme dei contributi sono due, quella di un’anomala newsletter (folgorante quella che mette a confronto mentalità e vezzi degli scrittori americani e francesi attraverso la metafora degli scoiattoli di Manhattan e della campagna parigina) e quella delle – sintetiche - recensioni. Se la letteratura - fra “Romanzi”, “Saggi” e “Fumetti” - e la riflessione sulla critica letteraria hanno parte prevalente, non manca nel libro una sezione di “Suggerimenti culturali” che rende conto di alcuni eventi d’“Arte”, “Cinema”, “Musica” e “Danza”. Le recensioni di quest’ultimo capitolo sono tutte redatte, con spirito acuto, da Valeria Gramigna. La pubblicazione, come vuole l’impostazione del GREC, è bilingue: italofrancese e la veste grafica delicata è specchio del contenuto sobrio di questa raccolta che traccia un percorso critico senza polemica e senza chiasso.

Chiara Castellazzi